Italiano
Un’operazione fondamentale del guerriero descritto da Castaneda è l’agguato a se stessi, l’attentare al proprio ego, all’io, al presunto soggetto, al finto controllore, al nemico interiore, al piccolo tiranno mentale, al suggeritore, all’installazione aliena, al vostro ridicolo personaggio sociale. Nel quadro di questo volume, fare un attentato all’io, significa attentare alla nostra importanza personale, alle nostre sicurezze, alla nostra presunzione; costringersi a fare esperienze indesiderate, vivere scomodi, rinunciare, ridursi, sottrarsi. Si tratta di attentare all’io (fare un attentato al piccolo sé) affinché emerga il Supremo Sé. Tale operazione si colloca al pari degli shock addizionali di Gurdjieff, e di altri mezzi rapidi, in quell’asse di solito definito come la via rapida o la via della mano sinistra: è detta via rapida perché è un percorso spirituale tanto celere ed efficace quanto impervio e rischioso; è detto della mano sinistra non perché sia diabolica, ma perché comporta l’incontro con forze naturali ciniche e con avversari valorosi. Il più difficile avversario è proprio il nostro senso dell’io. In tal senso questa via richiede molta maturità interiore. Lo scopo de
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